Relazione tra qualità dei contenuti e visibilità nei motori di ricerca

Questo è l’argomento più rognoso nel quale mi imbatto spesso quando cerco di far digerire agli imprenditori la relazione tra la qualità dei contenuti del sito e la visibilità nei motori di ricerca.

Attenzione: non ho detto “far capire”…. ho detto “far digerire”.

Si… perché quello che spiego, l’imprenditore lo capisce benissimo, ma l’idea che non bastino quattro paginette messe in croce per essere nelle prime posizioni dei motori di ricerca è spesso difficile da digerire: una vocina interna gli confonde le idee e gli ricorda che da qualche parte esiste un trucchetto che magicamente li rende visibili senza un minimo di impegno.

E sai perché esiste questa vocina? Perché da qualche parte hanno letto slogan del tipo “Primo nei motori! A soli 99 centesimi al mese” che se fosse vero saremmo i primi ad approfittarne.

Allora li riporto alla realtà dei fatti spiegandogli come funziona Google e quali sono i fattori che determinano la visibilità di un sito, il tutto con 3 brevi concetti.

Come guadagna Google?
Molto sinteticamente, guadagna per il fatto stesso che viene usato. A titolo di esempio, Se nessuno usasse Google i suoi circuiti pubblicitari si fermerebbero e non incasserebbe un dollaro.

Quale è quindi l’interesse di Google?
Google fa di tutto per essere usato da chi cerca, e lo fa migliorando costantemente le sue risposte fatte di elenchi di siti di alta qualità e coerenti alla ricerca effettuata dall’utente.

Come fa Google a capire se i contenuti di un sito sono di qualità?
Google analizza i contenuti del sito, vari parametri (circa 200), e il comportamento degli utenti.

Ebbene si, analizza anche il comportamento degli utenti. Del resto, se tu fossi Google, non lo faresti?

Ma partiamo dai fattori interni. La visibilità dipende da:

  1. Specificità: meno argomenti = più visibilità.
  2. Quantità di contenuti: più pagine = più visibilità.
  3. Unicità dei contenuti: contenuti originali = più visibilità
  4. Velocità dei contenuti: contenuti veloci = più visibilità

Poi ci sono fattori esterni. La visibilità dipende da:

  1. Concorrenza: meno concorrenti = più visibilità
  2. Referenze: più referenze di qualità (backlinks) = più visibilità

Poi ci sono i fattori umani (gli utenti). La visibilità dipende da:

  1. Utilità dei contenuti: più utilità = più visibilità
  2. Leggibilità: più leggibile = più visibilità
  3. Tecnologia: sito mobile friendly = più visibilità

Qui serve qualche spiegazione per capire meglio.

  • Se gli utenti si intrattengono nel tuo sito, significa che hai contenuti interessanti, ben esposti e veloci (…e Google se ne accorge).
  • Se i contenuti sono interessanti, è facile che vengano linkati (ti creano backlinks) o condivisi sui social  (…e Google se ne accorge)
  • Se per spiegare i tuoi contenuti usi un video, è più facile che intrattieni il visitatore (indovina? Google se ne accorge)
  • Se scrivi troppo piccolo o poco contrastato o con colori assurdi, o il tuo sito non è ottimizzato per i dispositivi mobile e per apparire ci impiega troppi secondi, l’utente abbandonerà facilmente il sito aumentando la tua “frequenza di rimbalzo” (che è un altro indice di qualità nelle statistiche Google).

L’elenco è molto più lungo ma serve per far capire quanto sia importante avere cura e rispettare il lettore-cliente per essere accettati anche da Google ed essere promossi nei risultati.

La visibilità di un sito è (e sarà sempre più) la naturale conseguenza della sua qualità, intesa come somma di tutti i fattori che la determinano.

Fare SEO significa anche e soprattutto lavorare per fornire agli utenti contenuti di qualità. Punto. Non ci sono alternative.

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